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L’olivaFrutto dell'olivo (Olea europaea), pianta presente in due sottospecie, l'olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l'oleastro (Olea europaea oleaster). Longevo e resistente, l'olivo è diffuso in tutte le regioni del bacino del Mediterraneo, dove la sua coltura è radicata da secoli; la produzione di olive è concentrata, oltre che in alcune regioni extraeuropee a clima mediterraneo, come la California, in Grecia, Spagna e Turchia, e naturalmente in Italia. Nel nostro Paese tutte le aree costiere sono interessate dalla coltivazione dell'olivo, ma anche alcune zone lacustri dal microclima particolarmente temperato ospitano gli oliveti: su tutte, il Garda. L'oliva è una drupa carnosa, di forma tondeggiante oppure ovale; di colore verde se immatura, assume una tonalità quasi nera a maturazione. Una sottile buccia liscia racchiude la polpa oleosa, al centro della quale è contenuto il duro nocciolo. Le numerosissime varietà di oliva presenti in Italia si possono raggruppare in due categorie: le olive da olio e le olive da tavola. Le prime si raccolgono in genere tra novembre e gennaio, quando la maturazione non è ancora completa e i frutti sono più ricchi di olio. Questo si forma nelle cellule delle olive per i processi vitali del frutto, e viene concentrato soprattutto nella cavità centrale della cellula stessa, il vacuolo. L'olio di oliva vergine quindi, a differenza di altri prodotti alimentari, viene semplicemente estratto mediante procedimenti fisici e meccanici (macinazione, spremitura, decantazione ecc.). Tra le cultivar da olio più diffuse, la "Frantoio", la "Leccino", la "Coratina", la "Casaliva", la "Moraiolo" e la "Pendolino". Le olive da mensa si possono raccogliere a fine estate, quando non sono ancora mature (olive verdi), oppure in inverno, a piena maturazione (olive nere). Importanti varietà da tavola sono l'"Ascolana Tenera", l'"Oliva di Cerignola", la "Sant'Agostino", la "Nocellara" e la "Santa Caterina"; a queste si affiancano le olive taggiasche, tipicamente liguri, scure, piccole e gustose, adatte anche per la produzione di olio. Le olive da mensa si possono acquistare preparare in salamoia oppure al forno, con il nocciolo o snocciolate, farcite o schiacciate. La varietà di prodotti e sapori dipende non solo dalle olive impiegate, ma anche dai diversi trattamenti cui queste vengono sottoposte, volti alla conservazione del prodotto e all'eliminazione dello sgradevole gusto amaro tipico del frutto fresco. Le olive verdi possono essere dolcificate in acqua, ossia poste lungamente in ammollo in acqua fresca e poi conservate in acqua poco salata; diversamente le olive verdi dolci vengono dolcificate con trattamenti a base di calce e di soda caustica; le olive verdi in salamoia, le più diffuse, subiscono un processo di dolcificazione simile a quest'ultimo ma più leggero, quindi vengono poste in salamoia. Le olive "bianche" sono lasciate macerare lungamente in una forte salamoia, così che perdono il loro colore; la conservazione avviene in una salamoia leggera. Le olive verdi "conciate" sono olive dolci leggermente schiacciate e poste a fermentare con aromi quali aglio, peperoncino, origano ecc. La lavorazione delle olive nere prevede un numero di varianti ancora maggiore. Le olive nere possono essere conservare in salamoia, talvolta arricchita con aromi; particolari le olive "di Grecia", nel caso delle quali la salamoia di dolcificazione è arricchita con aceto, mentre quella di conservazione viene addizionata con olio. Le olive al sale secco vengono tenute sotto sale, quindi lavate e passate in forno ad asciugare: rugose e saporite, possono essere aromatizzate con erbe, cipolla e peperoncino. Simili nell'aspetto a queste ultime, ma ancora più raggrinzite, sono le olive seccate al sole o in forno: l'asciugatura è preceduta da una dolcificazione in acqua. Le olive di Gaeta si lasciano dapprima in acqua, quindi si pongono sotto sale per poi sottoporle a un nuovo ammollo in acqua: piccole e saporite, leggermente amare, si conservano in una salamoia leggera. Infine le olive schiacciate, diffuse in tutto il Meridione, ma particolarmente radicate nella tradizione gastronomica siciliana: dopo essere state schiacciate, vengono conservate in una miscela di acqua e sale. Le olive, verdi o nere, si possono consumare da sole, come snack o per accompagnare l'aperitivo; inoltre entrano in un gran numero di ricette, caratterizzando soprattutto la cucina del Centro e del Sud Italia: tra le specialità più note, le olive ascolane o all'Ascolana.
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